My fair layout

Come si legge nei credits questo blog vive sulla piattaforma WordPress. A sentire gli amici è quella più consigliata. Costruire il tutto e mettere su i primi post non è stato difficile, sembra tutto molto chiaro. Anzi lo è.

Manco a dirlo, anziché mettermi a capire i vari meccanismi del CMS, le opzioni di pubblicazione e i risvolti tecnici del giocattolo, mi sono concentrato sulla scelta del tema visuale. Che superficiale!

Però  ci tenevo a fare una scelta giusta, l’aspetto conta per esprimere se stessi. Non sarà un caso se WordPress offre una ricca carrellata di “themes” . Dopo estenuanti prove e selezioni ho scelto quello che vedete ora: si chiama “Spring Loaded”. Lo trovo carino e funzionale, a dispetto del nome.

TITOLO. A sinistra, anziché centrato, mi dà un senso di sobrietà e giuste pretese. Le dimensioni sono proporzionate, non esose come in altri temi, dove per un il titolo fighissimo sei costretto a vedere il contenuto a centinaia di pixel di distanza! Bene anche la presenza della tag line, posso comunicare in poche parole il contenuto del blog (la tag line è il breve slogan che descrive in blog sotto il titolo). Non tutti i temi ce l’hanno.

COLONNE. Born to be 2. Prima colonna, larga, a sinistra, per il contenuto: oh yes! Come la maggior parte dei magazine on line, stile non originale, ma “giusto” (secondo me). Seconda colonna, stretta, a destra, per la navigazione e i link. Funzionale, ma (all’apparenza) meno giusta, stavolta. Già, perché di norma i menu stanno a sinistra, ma questo vale per i siti grossi, con tante informazioni e voci di menu. Per i blog lo standard è l’inverso. Quindi promosso. I layout con più di 2 colonne creano oggettivamente confusione, soffocando i contenuti (infatti ne esistono pochi).

FONT. Sono stato “graziato”. Per il contenuto dei post volevo infatti un font con le grazie (serif) e per fortuna l’ho trovato all’interno di un tema che mi piaceva. Questo font rende bene nel corpo degli articoli, che in un blog sono la cosa più importante, sono invece meno efficaci per i titoli degli “articoli recenti” nella sidebar.

Piccolo inciso. Esistono linee guida su quali siano i font più o meno leggibili online, e in genere queste indicano come migliori i font “bastoni”. Tuttavia credo che sull’argomento si possono avere idee diverse. Citando Dan Saffer i “bastoni” vanno bene per testi brevi, titoli, label di menu. Sono meno buoni invece per testi più lunghi, come possono essere quelli presenti in un blog o di un magazine online. Molto comunque dipende dall’interlinea: deve sempre essere evitata un’interlinea troppo stretta (specie con i “bastoni”) perché questa provoca l’effetto “grigio ottico”, l’effetto cioè  di non distinguere bene né le parole né le righe, con un effetto di massa mono-blocco di colore grigio, appunto (uhm…ho l’impressione che su questo argomento posterò dell’altro in futuro)

IL RESTO. …Mancia! Il resto degli elementi, come il menu orizzontale, la visibilità della data del post (importante nei blog!), il colore di sfondo sul testo (chiaro, ma non il solito bianco), e quello in background erano tutti in linea con i miei gusti. Hanno contribuito non poco nella scelta.

IL NEO. Non poteva mancare, ed è rappresentato dalla search box. Non è insopportabile, ma al momento mi pare inutile. Fra la navigazione a destra, i tag, gli archivi, ecc., la casella di ricerca mi sembra un po’ inutile. Ma fa parte infatti degli elementi fissi, e me la dovrò tenere.

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